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La nostra estate 2020


di Rina Di Giorgio Cavaliere

E’ giunto il momento di godersi la desiderata estate in tutto il suo splendore, di tirare fuori dagli armadi gli accessori per il mare (che rimane la meta più ambita, ai primi posti Puglia, Toscana e Sicilia)e le giacche sportive per la montagna (un giro in bici lungo le valli del Trentino). Potremmo anche partire alla scoperta delle bellezze dell’isola dell’Elba, ricca di insenature con il verde che scende fino alla battigia, zaino in spalla e scarponcini da trekking ai piedi. Di certo questa estate 2020 è una delle più complicate della nostra storia recente, forse la più difficile. Resta il dato preoccupante dei contagi da Covid-19 e l’allerta della prevenzione. Non molto tempo fa le vacanze si facevano in Italia e i più fortunati si concedevano anche la classica settimana all’estero, quest’anno coglieremo l’occasione per riscoprire il nostro Paese; una necessità per l’economia e nel contempo la possibilità di tornare a godere dell’ingentepatrimonio artistico, paesaggistico e culturale. Da nord a sud la nostra penisola è ricchissima di città d’arte, che conosciamo poco o di musei che non abbiamo ancora visitato.

 

E qui l’argomento spazio si presenta alla ribalta, seguendo considerazioni profonde, cioè l’armoniosità della disposizione di tutte le forme nello spazio e ancora l’armoniosità nella suddivisione dello spazio stesso. Durante le nostre vacanze potremo osservare i prospetti e le piante dei templi greci, delle costruzioni romane o considerare alcune tra le maggiori opere pittoriche del Rinascimento, in particolare quelle leonardesche nelle quali spostare lo spazio aureo e cogliere il variare dell’effetto globale. C’è un principio fondamentale che si estende a ogni manifestazione artistica: la disposizione dei corpi nello spazio segue determinati criteri di armoniosità, le cui radici affondano spesso nella fisica ottica e nella matematica. Vediamo l’esempio più comune, quello di appendere un quadro alla parete: bisogna considerare lo spazio e scegliere quel punto di convergenza che più si addice.

 

Nel lungo periodo del lockdown, chiusi nelle nostre case con alta tecnologia e comfort, abbiamo sperimentato che nelle città, e spesso anche nei piccoli centri, c’è un condizionamento sempre più stretto dello spazio ambientale, tant’è che alcuni architetti ed esperti del settore progettano abitazioni con nuovi criteri per gli anni futuri. In piccoli spazi bisogna ricavare quanto necessario alla vita di tutti i giorni. Si deve quindi ottenere una massima funzionalità, considerando l’aspetto estetico e tenendo conto di determinati condizionamenti. Il problema di base pure nel settore dell’arredamento si ripete all’infinito: il mobile, il quadro, il tappeto e ogni altro oggetto non vanno disposti a caso, ma solamente in un determinato posto, stabilito dalle regole di armoniosità spaziale.

 

Può essere di aiuto la conoscenza dell’arte Ikebana, che è molto antica; non limitandosi a evidenziarne solo alcuni schemi, come il Moribana o l’Heika, non solo la disposizione dei fiori nel vaso, ma pensare agli esercizi Ikebana considerandoli sia dal punto di vista spazio, come pure dall’entità cromatica. C’è difatti un peso anche per il colore, determinati colori possono stabilire un senso di equilibrio o squilibrio nell’intera composizione; tutto alla ricerca di una perfetta armonia tra esigenze funzionali ed estetiche, spazio intermedio e pubblico, tra la città e il mondo. Alcuni possono infondere speranza anche nei periodi bui dell’umanità. Non a caso i colori accesi del tramonto, il tenue bagliore del cielo notturno illuminato dalle stelle, l’intensità dello sguardo di un bambino sono stati scelti dal fotografo palermitano Salvo Gravano, per raccontare sui social attraverso le immagini (54 fotografie con pensieri quotidiani sui giorni del lockdown) il suo futuro possibile. Una continuità col passato, che apre serenamente alle nuove esperienze.

 


 
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