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Santa Pasqua 2019


di Rina Di Giorgio Cavaliere

A nessuno sfugge che oggi di emozioni ne riceviamo da tutte le parti; in modo particolare siamo sollecitati dagli avvenimenti (come non citare il recente incendio della cattedrale di Notre Dame a Parigi) e dai prodotti che la società introduce a portata di mano per il tramite dei media. A queste spinte emotive non si accompagna generalmente una fondata razionalizzazione dei fatti. Occorre, perciò, essere vigilanti affinché la formazione religiosa rimanga nel concreto e non faciliti solamente una presa di coscienza.  

Nel mondo le persone che fanno volontariato, per sperimentare la solidarietà e la carità evangelica attraverso esperienze diversificate, sono migliaia e tra queste vi sono tanti giovani, che devono essere messi in grado di maturare la loro esperienza cristiana. Se la fede è dono di Dio, è anche vero che essa si manifesta prima di tutto nelle opere che si compiono nel contesto della realtà e dell’ambiente in cui si vive. Dopo la famiglia la prima realtà concreta è la comunità parrocchiale, ove si celebrano i riti della Settimana Santa e la gioia della domenica di Pasqua. Ha detto Paolo VI: «Convertirsi è diventare evangelicamente fanciulli, significa cioè donarsi a Dio con semplicità di cuore e mettersi alla sequela del Signore».

 La vera penitenza è la metanoia evangelica, ossia un cambiamento intimo e radicale di tutto l’uomo, in forza del quale egli comincia a pensare, a giudicare e a riordinare la sua vita, mosso dalla santità e dall’amore di Dio. Tra le mete dell’itinerario penitenziale, da venerdì 12 aprile sino alla Pentecoste, presso il pontificio santuario della Scala Santa nelle immediate adiacenze della basilica di San Giovanni in Laterano in Roma, i fedeli hanno l’opportunità di salire inginocchiati i ventotto gradini di marmo percorsi da Gesù il giorno della sua morte, quando fu condotto dinanzi a Pilato. Appartenevano al Pretorio del governatore romano a Gerusalemme e sono stati portati a Roma da Sant’Elena nel 326.

La conversione che viene attuata nel sacramento della penitenza tende e si esprime nell’incontro con la comunità dei fratelli, ma innanzitutto nell’incontro con la persona di Gesù Risorto, nella riscoperta del mistero pasquale: morte, risurrezione, liberazione, comunione, vita, gioia e pienezza della vita.


 
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