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Il centro commerciale, internazionale, permanente


di Rina Di Giorgio Cavaliere

    Il mercato mondiale si rinnova, si mette al passo coi tempi; secondo l’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, l’ecommerce italiano nel 2018 è cresciuto con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Gli acquisti passano maggiormente attraverso gli smartphone (dal 25 al 31%), rimane dominante il pc (scende dal 67 al 62%), in calo anche la quota acquisti da tablet. Il ritmo è veloce, le nuove tecnologie, come il “machine learning” e l’intelligenza artificiale, mirano alla realizzazione di nuovi progetti, per offrire al consumatore del domani strumenti di comunicazione sempre più facili ed efficaci.
     Nel contempo non perdono di attrattiva i mercatini di Natale, numerosi durante le festività appena trascorse. Ci riportano al mercato tradizionale, in particolare alle fiere di un tempo, centri importantissimi di scambio e di borsa. Ad esempio la prosperità economica in ambito europeo dei secoli XIII e XIV è stata frutto del miglioramento di strade, trasporti e protezione che i Comuni e i Signori accordavano ai mercanti dal primo giorno che si muovevano dalle loro dimore.
     Nella regione della Champagne, situata sulle vie commerciali che tra le foci del Rodano, dalla Valle Padana, dalla Svizzera, dall’alto Danubio erano dirette alla Senna e ai Paesi Bassi, si svolgevano nel medioevo le più famose fiere d’Europa. In questa zona s’incrociavano le merci, che dai grandi centri commerciali e manifatturieri italiani si dirigevano verso i fiorenti mercati delle coste atlantiche del mare del Nord e dalle Fiandre verso il Sud. E’ stato il punto d’incontro degli scambi via terra delle due zone più ricche d’Europa dal XII al XV secolo.
     Nel giro di poche decine di chilometri si tenevano ogni anno una ventina di fiere. Ciascuna durava circa sei settimane; erano suddivise nel corso dell’anno in modo da permettere agli stessi mercanti di svolgere le loro attività. Costituivano un grande centro commerciale internazionale permanente; vi accorrevano mercanti francesi, italiani, tedeschi, inglesi, spagnoli, orientali. Fra le merci il primo posto spettava ai panni e alle stoffe di lana provenienti dalla Fiandre, dall’Inghilterra e dall’Italia, le seterie dall’Italia e dalla Provenza. I broccati d’oro e d’argento, in genere tutte le ricche stoffe, erano monopolio di Lucca, mentre pelli e cuoi, pellicceria e lino della Germania. Le materie coloranti, le spezie, i profumi e i gioielli provenivano dall’Oriente, il pescato dal mare settentrionale.
     In questo modo si sono svolti gli scambi commerciali del passato, sino a quando le ferrovie e i nuovi mezzi di trasporto hanno rivoluzionato le relazioni tra le nazioni e i popoli. Il mondo in cui viviamo è il risultato di precedenti cambiamenti, spostamenti e scoperte; tempi storici entro i quali si sono sviluppati momenti di crescita e d’innovazione sul piano economico, sociale e scientifico.


 
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