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IL DIVINO FANCIULLO


di Rina Di Giorgio Cavaliere

          Verso Natale, per tradizione fin dal giorno dell’Immacolata, addobbiamo alberi e facciamo presepi a casa, a scuola, in chiesa, nelle piazze. . . Su ciascuno brilla la stella cometa, con la sua luce intensa comunica felicità, amore e attesa per l’evento cristiano della Natività. Anche questo Natale 2018 avrà la sua stella cometa; si chiama 46/P Wirtanen, non ha coda, produce un alone diffuso di colore verde/azzurro e attorno al 16 dicembre raggiungerà la minore distanza dalla Terra.

            Gli antichi Egizi aspettavano un inviato dal cielo, che vincesse il serpente del male; sarebbe stato figlio di una vergine così come credevano i Medi, i quali sapevano che una stella, diversa da tutte, avrebbe indicato il luogo della nascita. Platone, in Grecia, affermava la necessità che dal cielo scendesse un Redentore per liberare l’umanità dalla corruzione. Ai tempi di Augusto presso tutti i popoli era vivissimo questo senso di aspettazione e Virgilio nell’Egloga quarta scriveva: “Già torna la Vergine e torna il regno di Saturno / già la novella prole discende dall’alto del cielo. / Tu, casta Lucina, proteggi il bambino che nasce, / con lui cesserà l’era del ferro e, in tutto il mondo, / nascerà quella dell’oro”

Nelle religioni orientali, in Cina, circa cinque secoli prima di Cristo, Confucio diceva: “Ho udito dire che nelle contrade occidentali nascerà un santo, il quale, senza governare preverrà i torbidi; senza ragione, ispirerà la fede”. Nel popolo ebraico numerosi profeti, tra cui Isaia, furono ispirati, perché si mantenesse il ricordo della promessa fatta da Dio al popolo eletto e la speranza della venuta del Messia Salvatore.

            L’Incarnazione di Cristo è l’incontro di ogni ricerca positiva di Dio, desiderio presente in ogni religione, con la risposta che Lui ha dato come rivelazione definitiva di sé a ogni uomo della storia che Lo voglia accogliere. Cominciamo riprendendo l’idea che noi abbiamo del Natale; che cosa è, chi si festeggia e perché. “Vi darò un cuore nuovo” ricorda Ezechiele; accogliamo il messaggio di speranza e di pace!


 
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