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Gli spazi di aggregazione


di Rina Di Gioirgio Cavaliere

      Di certo la dimensione sociale è fondamentale nell’esperienza umana sin dall’inizio dell’esistenza. Ogni sfera della personalità trae la possibilità di rivelarsi e di arricchirsi nell’ambito del rapporto sociale. Nella comunicazione interpersonale il linguaggio gestuale e motorio coinvolge la corporeità di ciascuno, ampliando e precisando significati e contenuti dei messaggi verbali. Ricordiamoci a tal proposito del ruolo svolto negli anni dal cinema (sin dagli esordi del cinema muto), dalla fotografia e oggi dai media. Pure il gioco si pone come valido linguaggio interculturale in un contesto di condivisione. Universale esperienza infantile, diviene in seguito naturale strumento con il quale coniugare le diverse identità in un’unica forma comunicativa, indipendentemente dalla propria appartenenza etnica.

      La valenza formativa del linguaggio mimico gestuale nella danza è riconducibile all’espressione comunicazione di emozioni e stati d’animo, idee e vissuti personali, ma è anche rappresentazione di significati religiosi, storici e sociali. L’allenamento-danza del Senegal è stato trascinante per il pubblico in delirio in attesa della sfida con il Giappone. E’ accaduto durante i mondiali di calcio in Russia; lo stadio di Ekaterinburg ha seguito il riscaldamento della squadra africana, battendo le mani a ritmo. Le abilità mimico gestuali, utilizzate nella danza popolare e moderna, divengono forme espressive e comunicative quando sono compiute secondo un ordine definito temporale e negli spazi di aggregazione: sono i luoghi e le strutture in cui giovani e adulti s’incontrano per informarsi, giocare, fare amicizie, seguire lo sport. . .

     le attività espressive sono feconde d’implicazioni sul piano cognitivo motorio, relazionale e cooperativo; pensiamo al recente concerto dei Pearl Jam tenutosi a Roma; all’appello di Eddie Vedder e compagni, che hanno suonato una cover della canzone Imagine dedicata ai migranti, nel contempo sui maxi schermi era proiettato il disegno di un salvagente. Durante queste esibizioni collettive, svolte su basi musicali, sono privilegiati gli aspetti relazionali che si stabiliscono tra i membri del gruppo e la gente in piazza. Unitamente agli aspetti funzionali percettivi, richiedono di adeguare le evoluzioni motorie alle parti del brano musicale, sollecitando in tal modo le relazioni fra gli stimoli acustici e le varianti spaziali; inoltre predispongono a un preciso impegno sociale tramite messaggi rivolti al pubblico.


 
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