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Ambiente, habitat dell’uomo


di Rina Di Giorgio Cavaliere

L’ambiente in cui viviamo è spesso fonte di pericolo per la nostra salute, un problema antico, legato alla presenza dell’uomo sulla terra. Pensiamo all’uso che si è fatto nel corso dei secoli del carbone naturale o fossile, che non ancora carbone ci riporta all’era paleozoica, come sostanza organica vegetale proveniente dalla caduta di foreste ubicate in regione paludose. Secondo altre ipotesi, trasportate da zone alte a zone basse e, successivamente, soggette a fermentazione fuori dal contatto dell’aria. Tale processo durato un lungo arco di tempo è stato in gran parte protetto da un grosso manto di detriti alluvionali, come è dimostrato dai maggiori giacimenti carboniferi presenti lungo le linee di sviluppo montagnoso delle lontane epoche geologiche. Non è da trascurare la presenza di fattori determinanti, quali il clima molto caldo, un altissimo grado di umidità e uno straordinario sviluppo della flora.

L’inquinamento atmosferico è provocato dagli scarichi industriali, civili e dai mezzi di trasporto; il cosiddetto smog che caratterizza il paesaggio delle grandi città fin dalla prima rivoluzione industriale. Nel 1838, re Edoardo I d’Inghilterra proibì l’uso del carbon fossile per scaldarsi. Già nel 1661 re Carlo II d’Inghilterra aveva incaricato John Evely di scrivere un saggio sul fumo, che per il crescente uso del carbon fossile in fabbriche e case rendeva irrespirabile l’aria. Due secoli dopo nel 1873 il fumo dei camini e delle ciminiere formò su Londra una fitta nebbia e per lo smog morirono 700 persone. Nel 1909 a Glasgow l’ossido di zolfo prodotto dalle fabbriche nell’aria stagnante provocò 63 morti.

I metodi di estrazione, oggi altamente specializzati, non sono remunerativi data la complessità dei giacimenti; nondimeno il carbone è stato rivalutato, soprattutto da quando la crisi energetica ha costretto molti stati a incrementare la produzione nelle miniere più ricche, essendo competitivo rispetto ad altro combustibile per la produzione di energia. Inoltre, secondo la tendenza generale, tutti i paesi produttori non esportano carbone come nel passato, per fare meno aspra la congiuntura seguita alla lievitazione del prezzo del petrolio, operato sul mercato mondiale dai paesi produttori. E’ in aumento, difatti, il prezzo della benzina e del gasolio e sono previsti altri rincari.

Nel tempo i fenomeni d’inquinamento si sono ampliati, richiedendo forte consapevolezza e spinte valoriali di rilievo. Il fatto nuovo dell’epoca moderna è quello di poter prevedere le conseguenze degli interventi ambientali e di possedere le tecnologie per riparare ai guai prodotti. Mentre siamo appena agli inizi di quest’azione educativa, nuovi nodi problematici si presentano, non essedo state raggiunte nella cultura generale l’intelligenza e la prassi adeguate. Fa notizia il misterioso aumento di gas proibiti in Asia orientale, la cui fonte non è stata ancora localizzata; di certo alcune nazioni non hanno ben vigilato sulla produzione industriale. L’allarme è stato lanciato da un gruppo di ricercatori della National Oceanic and Atmospherie Administration (Agenzia degli Stati Uniti che si occupa di oceani e meteorologia), tramite uno studio pubblicato su Nature. 


 
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