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Un pianeta unico e straordinario


di Rina Di Giorgio Cavaliere

La storia delle scienze della terra è affascinante e al tempo stesso poco nota. A volte sistemi ben costruiti, che sembrano esaurire la realtà, vengono messi in crisi da nuove letture e da nuove scoperte come quella avvenuta in Francia e divulgata dal gruppo dell’Istituto di tecnologia di Karlsruhe sulla rivista Nature Communications. Riguarda alcuni dei parassiti più antichi finora conosciuti, per l’esattezza i fossili di quattro specie di vespe sviluppatesi dentro crisalidi di mosche, vissute fra 40 e 30 milioni di anni fa. Lo studio della terra e studio della vita sono inseparabili “la vita forma e modifica l’ambiente a cui si adatta, e questo agisce a sua volta sull’ambiente” (Margulis, 1989).

Tutte le discipline coinvolte nella storia della civiltà e della cultura umana, perciò, svolgono un ruolo di grande rilievo tecnico e pratico. Lo studio della distribuzione geografica degli animali, ad esempio, può essere condotto adottando criteri diversi: sistematico, regionale (le regioni zoogeografiche) e faunistico (le regioni faunistiche). La temperatura è il fattore che maggiormente influenza la distribuzione geografica, oggi modificata a causa del degrado ambientale. Le specie animali occupano aree meno delimitate rispetto alle regioni floristiche, perché in grado di compiere migrazioni stagionali più o meno lunghe. Per taluni le barriere ecologiche non consentono gli spostamenti: il pellicano bruno dei Caraibi o la rondine di mare reale.

Le suddivisioni attuali spesso rispecchiano l’andamento di quelle esistite nel passato o di collegamenti oggi scomparsi. La fauna dell’America settentrionale assomiglia più a quella dell’Asia settentrionale che a quella dell’America meridionale. Nel Pliocene (intorno a 15 milioni di anni fa) esisteva un ampio passaggio tra l’America e l’Asia nella zona dello Stretto di Bering, mentre l’America meridionale era isolata dal mare. L’Australia era più vicina all’America meridionale di quanto sia oggi, come testimoniano i ritrovamenti fossili. Poi l’Australia si allontanò per effetto della deriva dei continenti; ora la sua fauna è diversa da quella dell’America meridionale. Nello stesso tempo si formò l’Istmo di Panama, attraverso il quale gli animali dell’America settentrionale, si diffusero verso sud. Le comunicazioni diverse tra i continenti attraverso i punti intercontinentali oggi scomparsi, sono il meccanismo con cui si spiegherebbe l’esistenza di associazioni faunistiche simili in aree separate.

Volendo soffermarci sull’aspetto filosofico della conoscenza scientifica nel tempo, dovremmo dire che l’uomo è divenuto più dipendente che indipendente dall’ambiente fisico a mano a mano che la tecnologia, l’economia e la società si sono sviluppate; turbando quei delicatissimi equilibri, ormai millenari, che hanno permesso lo sviluppo di forme particolare di flora e di fauna. Nondimeno è’ viva la coscienza che la terra è un pianeta unico, magnifico e straordinario, da conservare per le generazioni future e che è grande la nostra responsabilità in questa impresa.

    


 
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