di Umberto della Martora
Foggia, 9 febbraio 2010.
Torna al lavoro il Foggia, in vista del recupero di sabato prossimo col Ravenna. Morale non certo alle stelle dopo l’ennesima sconfitta casalinga, ma anche tanta fiducia nell’ambiente rossonero, vista la prestazione certamente positiva, sul piano del gioco, espressa da Mancino e compagni. Se vogliamo, rifattosi il look all’ultimo calcio-mercato, il limite di questa squadra e del bravo Ugolotti, è il poco tempo a disposizione per migliorare la condizione fisica degli ultimi arrivati e l’affiatamento tra vecchi e nuovi calciatori. Il piatto, anzi la classifica, piange, e bisognerà cominciare da subito a far punti, 22 circa secondo i nostri calcoli, per raggiungere una tranquilla salvezza senza passare dalla lotteria dei play –out. Si spera, tanto per iniziare, nel famoso punticino che dovrebbe essere restituito ai Satanelli entro fine mese, ma anche in una serie di risultati positivi che, oltre a far crescere l’autostima della squadra, consentirebbe di mettere fieno in cascina. Prima tappa, dicevamo prima, la trasferta di Ravenna, gara sicuramente non facile, visto quello che i romagnoli furono capaci di fare allorchè , nel girone d’andata, scesero allo Zaccheria. Ma questo, lasciateci passare un pizzico di ottimismo, è un Foggia diverso, da quello di Pecchia e Porta, non solo negli uomini, ma anche nel gioco, per cui ipotizzare margini di crescita, nella prossima gara, non è un azzardo. A patto, ovviamente, che anche il portiere rossonero torni ad essere il Bindi ammirato in tante gare, e non quello incerto e tremebondo visto domenica scorsa.

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