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Fondazione e InterSos nei ghetti di Capitanata
Gli interventi realizzati in provincia di Foggia durante l'emergenza Coronavirus.


di Aurelio Andretta

Foggia, 16 giugno 2020.

durante l’emergenza Covid-19 negli insediamenti informali della provincia di Foggia.
InterSos è presente in Capitanata dal 2018 con il progetto “Campagne d’odio”, sostenuto dalla Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, destinato all’assistenza socio-sanitaria di prossimità nei ghetti della provincia per i lavoratori agricoli in condizione di sfruttamento, perseguendo come scopo primario la tutela dei lavoratori stagionali migranti che si trovano, temporaneamente o definitivamente, al di fuori dei sistemi di accoglienza e dei meccanismi di tutela, e la promozione di cambiamenti inclusivi nel sistema di salute attraverso una serie di interventi, quotidiani e continuativi, durante tutto l’anno.
Il 24 febbraio scorso il progetto è stato convertito a causa dell’emergenza Covid-19, attivando una modalità di informazione partecipata delle misure di prevenzione, e successivo pre-triage, in stretto raccordo con l’Asl di Foggia e con l’importante contributo della Fondazione.
Nei 7 insediamenti informali presenti in Capitanata, il team di InterSos (composto da tre medici, quattro mediatori culturali e un protection officer, operativi 6 giorni su 7 con due unità mobili mediche e un’automobile) ha riscontrato scarso accesso all’acqua e servizi igienici inadeguati o assenti, di conseguenza un’estrema difficoltà nel mettere in pratica le necessarie misure di prevenzione utili a scongiurare eventuali nuovi focolai.
Al 25 maggio 2020 sono stati organizzati numerosi focus group (analisi partecipata delle conoscenze della comunità) e awareness session (sessioni informative), oltre a informative individuali nel corso delle visite mediche (237) sulle unità mobili, dove sono stati attivati i protocolli di sicurezza. Ogni informativa è stata affidata ad un mediatore linguistico-culturale, elemento cruciale affinché il messaggio venga recepito senza ambiguità e con efficacia, e per intercettare informazioni errate limitandone così la diffusione. Il team impegnato nel foggiano ha inoltre identificato beneficiari in grado di riprodurre il messaggio anche in assenza degli operatori, attraverso la peer-to-peer education (educazione fra pari), al fine di ampliarne la portata. Il livello di alfabetizzazione rilevato in questi insediamenti è scarso o insufficiente (in media solo il 55% della popolazione è alfabetizzato), pertanto è stato necessario fornire comunicazioni scritte non complesse e corredate di supporto grafico. Contestualmente alle sessioni di promozione della salute (4.143 sessioni) per ridurre il rischio di trasmissione del virus, sono stati distribuiti 1.619 kit igienici.
Il Team inoltre ha svolto e continua a svolgere un’attività di pre-triage e triage (456 rilevazioni della temperatura corporea effettuate nel periodo in esame) al fine di individuare eventuali casi sospetti. Le visite mediche di base sono invece state ridotte secondo un criterio di priorità e con una particolare attenzione ai pazienti affetti da patologie croniche (140 soggetti tra i beneficiari).
Il team di InterSos ha effettuato anche un’analisi della popolazione e dei fattori di rischio all’interno degli insediamenti e ha condiviso la documentazione con la Regione Puglia. Le principali criticità rilevate e segnalate riguardano le condizioni igienico-sanitarie, l’accesso all’acqua e l’assenza di strutture idonee a garantire l’isolamento fiduciario di eventuali casi sospetti di COVID-19. Riguardo agli spazi dedicati all’isolamento fiduciario, la Regione ha garantito 5 container individuali all’interno del Gran Ghetto ed ha recentemente attivato una struttura di quarantena protetta da 70 posti.
Sul sito di InterSos è disponibile per il download il rapporto completo (www.intersos.org).
InterSos è un’organizzazione umanitaria italiana impegnata nell’assistenza e nell’aiuto immediato alle vittime di guerre, violenze, disastri naturali ed esclusione estrema, con particolare attenzione alla protezione delle persone più vulnerabili. Dal 1992 InterSos porta soccorso alle popolazioni colpite da crisi umanitarie, fornendo cure mediche, distribuendo beni di prima necessità e ripari d’emergenza, per soddisfare bisogni primari come il diritto al cibo, all’acqua, alla salute, alla protezione e all’istruzione.


 
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