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Rete Oncologica Pugliese
La Puglia è una delle sette regioni con la rete oncologica “deliberata e attivata”


di Gerardo Leone

Bari, 11 aprile 2019.

La Puglia è una delle sette regioni con la rete oncologica “deliberata e attivata” ed è l’unica al Sud. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Aress Puglia commentando anche i primi risultati dell’organizzazione della rete oncologica pugliese illustrati questa mattina a Bari nel corso di un evento, svoltosi presso l'Istituto Tumori IRCCS Giovanni Paolo,  dedicato a:  "ONCORETE/Sharing and Innovation System", organizzato da Motore Sanità. La certificazione ufficiale di essere tra le sette regioni italiane che hanno attivato la ROP è arrivata la scorsa settimana, nell’ambito della giornata dedicata allo stato dell’Oncologia in Italia organizzata a Roma dall’Aiom, l’associazione italiana di oncologia medica.
 
Secondo il direttore generale Aress, questo importante risultato nazionale, a distanza di un anno, dimostra che la rete oncologica in Puglia è viva, non solo da un punto di vista progettuale e di disegno amministrativo, ma soprattutto è viva dal punto di vista clinico e di presa in carico del paziente.
 
I dati illustrati questa mattina, aggiornati alla giornata di ieri, sono relativi agli interventi eseguiti in Puglia di chirurgia oncologica sui 5 tumori più frequenti negli uomini e nelle donne, e cioè quello alla mammella, al polmone, alla prostata, all’utero e al colon retto sono. Gli interventi chirurgici sono aumentati dell’8 per cento nel 2018 rispetto al 2017. I cinque tumori monitorati rappresentano la casistica più frequente e circa 11mila delle nuove diagnosi annue di tumore.
 
L’aumento della produttività degli ospedali pugliesi, così come dimostrano i dati, comporterà sicuramente, per il direttore generale Aress, un ulteriore calo di mobilità passiva, calo già registrato nel 2017. 
 
Nello specifico dei dati, il tumore che ha avuto una impennata maggiore di numero interventi, diminuendo quindi i viaggi della speranza fuori regione, è quello alla prostata.
Gli interventi nel 2018 infatti sono stati il 21% in più rispetto al 2017, da 998 interventi si è passati a 1230. Ben l’80 per cento della chirurgia alla prostata è stata fatta in sei strutture pugliesi.
 
Al primo posto, il Miulli ad Acquaviva delle Fonti, seguita dagli ospedali Riuniti di Foggia, dal Policlinico di Bari, da Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo, dall’ospedale Cardinal Panico di Tricase e infine dall’ospedale Valle d’Itria a Martina Franca.
 


 
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