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Monitoraggi idrici a livello regionale (MINORE)
Regione Puglia e Acquedotto pugliese ampliano i controlli sulle acque, oltre quelli obbligatori


di Redazione

Bari, 19 dicembre 2018

Regione Puglia e Acquedotto pugliese ampliano i controlli sulle acque, oltre quelli obbligatori per legge grazie al progetto M.I.N.O.R.E (Monitoraggi Idrici Non Obbligatori a livello Regionale). Il Progetto, diventato sistema regionale grazie al finanziamento della Regione, è stato sperimentato dalla Asl Lecce lo scorso anno e oggi viene promosso a buona pratica internazionale nel programma GEMS delle Nazioni Unite.

L’assessore regionale alle risorse idriche e tutela delle acque Giovanni Giannini (su delega del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano) e il Presidente dell’Acquedotto Pugliese Simeone di Cagno Abbrescia hanno accolto questa mattina a Bari la Coordinatrice Europea del Programma di Monitoraggio Acque delle Nazioni Unite, Prof.ssa Debora Chapman dell’Università di Cork.  L’advisor europea del Programma GEMS dell’UNEP è giunta in Puglia appositamente dall’Irlanda per certificare, sulla base di standard di qualità internazionali, i controlli integrativi del Progetto MINORE per attestarlo come buona pratica di livello europeo ed extra-europeo.

“Sono molto soddisfatto – ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - per il riconoscimento che le Nazioni Unite stanno facendo alla Puglia. Il progetto MINORE (Monitoraggi Idrici Non Obbligatori a livello Regionale) nasce come sperimentazione per integrare il numero e la tipologia di sostanze monitorate nei pozzi e nella rete di distribuzione AQP oltre che più in generale nelle falde acquifere in zone a particolare vulnerabilità, come il Salento. Vorrei ringraziare la prof.ssa Chapman, advisor europea del Programma GEMS dell’UNEP, che è giunta in Puglia, appositamente dall’Irlanda, per certificare, sulla base di standard di qualità internazionali, i controlli integrativi del Progetto, finanziato dalla Regione Puglia al Dipartimento di Prevenzione della ASL di Lecce, che oggi si avvia a diventare una buona pratica di livello europeo ed extra-europeo”.

“Acquedotto Pugliese – ha commentato il Presidente di Acquedotto Pugliese, Simeone di Cagno Abbrescia - da oltre cento anni distribuisce acqua buona alle nostre Comunità grazie a una fitta rete di controlli, oltre 450 mila all’anno, e dieci laboratori, e continueremo a farlo con impegno e dedizione sviluppando sinergie volte a garantire ulteriormente in ogni casa la sicurezza dell’acqua di rubinetto. Ringrazio le ASL salentine e la Regione Puglia per aver dato impulso al Progetto M.i.n.o.r.e. che ci consente di promuovere ulteriormente oltre alla buona qualità dell’acqua pubblica, le buone pratiche di utilizzo, partendo dal risparmio, verso le nuove generazioni, protagoniste del futuro”.
 
Per l’assessore Giovanni Giannini “l’importanza del progetto deriva anche dal fatto che la salvaguardia delle acque sotterranee preserva la salute della popolazione e l’ambiente”.
 
“Per la Puglia – ha proseguito Giannini - è ancora più importante poi perché il fenomeno di salinizzazione delle falde da noi è ad uno stadio molto avanzato.  Il prelievo delle acque di falda, da parte della comparto agricolo, è assolutamente irregolare e sproporzionato rispetto alle disponibilità di acqua delle falde. Per questo abbiamo promosso progetto M.I.N.O.R.E., perché ritengo sia strettamente connesso al tema del controllo delle acque di falda, delle acque sotterranee. Abbiamo promosso il riutilizzo dei reflui affinati per fini irrigui in agricoltura, per usi civili e per usi industriali, il che comporta, come conseguenza, la necessità della ricarica delle falde e della salvaguardia di questo bene assolutamente essenziale e fondamentale per la comunità”.
 
“La qualità dell'acqua è importante per tutti – ha sottolineato la Coordinatrice Europea del Programma di Monitoraggio Acque delle Nazioni Unite, Prof.ssa Debora Chapman - vedere un progetto come questo che coinvolge molte istituzioni è assolutamente importante e avrà sicuramente un futuro per la protezione sia della salute, ma non solo. È  importante per tutti gli aspetti sociali e ambientali. Il programma GEMS delle Nazioni Unite prova a incoraggiare tutte le nazioni, anche livelli regionali, a monitorare e proteggere la qualità delle loro acque. Abbiamo punti focali a livello nazionale che collaborano con il progetto GEMS e poi abbiamo dei punti di riferimento per il progetto di collaborazione come sarà il MINORE che diventerà un progetto di collaborazione all'interno del programma GEMS di monitoraggio delle  Nazioni Unite”.
 
“L’idea di integrare i monitoraggi superando gli obblighi di legge – ha spiegato  spiega il Dr Giovanni De Filippis (Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Lecce) - tiene conto che, rispetto al momento in cui è stata varata l’attuale legislazione europea e nazionale in tema di monitoraggio delle acque, si è diffuso l’utilizzo di nuovi pesticidi come ad esempio il glifosate ed altri prodotti fitosanitari di nuova generazione. Per questo è importante certificare l’assenza di contaminazione della falda acquifera, tenendo conto che il territorio salentino attinge la quasi totalità della propria acqua dalla falda profonda autoctona, potenzialmente vulnerabile agli inquinanti presenti in superficie a causa della natura carsica del sottosuolo. Ciò impone non solo maggiore attenzione allo stato dei corpi idrici sotterranei leccesi, con particolare riferimento ai fitofarmaci utilizzati in agricoltura, ma anche ad altre sostanze come i metalli pesanti, le ammine aromatiche, il radon e, a campione, anche diossine e PCB, specialmente in aree in cui si sospetta l’esistenza di siti inquinati e interramenti illegali come nel caso della discarica di Burgesi”.

Vito Bruno, Direttore Generale di ARPA Puglia, commenta i primi risultati sulla ricerca dei residui di fitofarmaci e nello specifico di Glifosato e suoi sottoprodotti (tra cui AMPA) in 35 pozzi AQP, tutti con esito inferiore al limite di quantificazione. Per quanto riguarda i parametri di base, tutti nei limiti di legge, l’unica  eccezione è rappresentata da superamenti del parametro “Cloruri” in un numero limitato di pozzi, che sembrerebbe confermare il già noto fenomeno di contaminazione salina nel Salento.
 
La supervisione scientifica delle attività di collaborazione con gli Advisor internazionali del Programma di Monitoraggio Acque delle Nazioni Unite (GEMS) è stata affidata dal Presidente Emiliano al Capo Dipartimento Regionale Ing. Barbara Valenzano.
 
“Il programma prevede anche un altro obiettivo – ha aggiunto la Valenzano - un obiettivo specifico di qualità dei controlli, cioè i controlli relativi ai cosiddetti cancerogeni, quali ad esempio i metalli pesanti. Le sostanze contaminanti che possono ledere la salute umana vengono controllato secondo metodologie qualitativamente accertate e, proprio da questo punto di vista, la Regione Puglia si inserisce in questo programma delle Nazioni Unite, rientrando così nella più grande rete europea”.
 
Mentre si conclude l’attività di monitoraggio integrativo sulle acque ad uso umano distribuite da AQP, la ASL Lecce farà partire anche un monitoraggio mirato in tutto il Salento per verificare le condizioni della falda da cui si riforniscono la miriade di pozzi privati autorizzati ad uso irriguo dalla Provincia o dal Genio Civile (circa 35.000) a cui si aggiungono quelli abusivi (stimati almeno in altrettanti). Si tratta di pozzi talora impropriamente utilizzati per uso umano da chi abita fuori dalle zone urbane nel Salento leccese. Ogni anno sono circa mille richieste di autorizzazioni di pozzi per usi diversi generando una problematica che investe l'autorità sanitaria anche nella prospettiva a medio termine di una progressiva e irreparabile salinizzazione della falda profonda, che rappresenta la primaria fonte di acqua potabile del Salento.


 
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