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Andiamo al castello di Grottole, Matera


di Emy Dell'Aquila

Cari amici e amiche,

riprendiamo il nostro viaggio nei castelli alla ricerca di fantasmi. Andiamo al castello di Grottole, Matera, costruito nell’851 da Sichinulfo, duca longobardo e principe di Salerno. Questo castello ospita alcuni fantasmi, il più conosciuto dei quali è quello di Abufina, fidanzata di Selepino, giovane guerriero che combatteva agli ordini del conte di Chiaromonte. un giorno Abufina volle andare incontro al suo amore, ma nel guardare un fiume vicino venne travolta dalla corrente ed annegò. nei mesi di aprile e giugno, nelle notti di luna, è facile vedere affacciataad una finestra del torrione la bionda figura di Abufina, alle volte la si incontra fuori che passeggia e sospira. Così raccontarono degli studiosi che si erano portati vicino all’edificio in un tardo pomeriggio di anni fa.
“ Il sole calava all’orizzonte, il vento si levava mentre spuntavano nubi che si accavallavano e coprivano il cielo di una coltre plumbea, il caldo opprimente del pomeriggio cedeva il posto a forti raffiche di vento. Preoccupati gli uomini temevano che l’improvviso cambiamento atmosferico non permettesse di vedere il fantasma di Abufina, ma quando improvvisa tra le nuvole apparve la luna, la loro attenzione si ridestò. Finalmente una figura apparve nitida alla finestra che i contadini avevano loro indicato. Si vedevano bene i biondi capelli, il volto non era molto nitido. Rimase immobile per qualche minuti poi sparì. La sorpresa più bella arrivò quando stavano per andarsene.  Un’ombra leggera ma ben visibile passò accanto a loro. Indossava una lunga veste con strascico di un verde pallido, volto chiaro, che contrastava col nero colore degli occhi e col biondo dei capelli. Si diresse lentamente verso il fiume dove secoli prima era annegata, stette ad osservare lo scorrere dell’acqua come pensierosa, poi si volse e ci osservò con attenzione. Non osavamo muoverci per non rompere l’incanto finchè l’apparizione si mosse e dopo pochi passi svanì. Fu un esperienza bellissima, che ci rivelò come la vita continua dopo la dipartita e che i trapassati, per ragioni che a noi sfuggono possono farsi vedere nei luoghi dove hanno vissuto e amato”.

Emy Dell’Aquila





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