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Sistema di misura comune


di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

Generalmente guardiamo le cose con superficialità; c’è differenza tra vedere, guardare e osservare. L’osservazione ha lo scopo di far conoscere le soluzioni trovate dall’uomo per soddisfare le sue esigenze. Permette, inoltre, di apprendere procedimenti tecnici e scoperte scientifiche, utilizzate da altri, di farne tesoro e servirsene per nuove costruzioni. E’ interessante, ad esempio, ripercorrere la storia delle misure attraverso i tempi, in particolare sulla necessità incontrata dall’uomo di “dover misurare”.

Dallo sviluppo del commercio e delle relazioni tra città e città prima, tra Stato e Stato poi, è nato il bisogno di passare da sistemi di misura particolare a un sistema di misura comune. Nel lontano 1875 venne istituita a Parigi la Commissione internazionale dei Pesi e delle misure. Nello stesso periodo un gruppo di scienziati, incaricato della ricerca, scelse come unità di misura comune per le lunghezze il “metro”, definito come la quarantamilionesima parte dell’equatore terrestre. Il metro campione realizzato in platino-iridio è conservato nell’Archivio internazionale dei pesi e misure a Parigi. Per le misure di capacità fu scelto il “litro”, per le misure di peso il “Kg”. Il sistema scelto venne detto decimale, perché i suoi multipli o sottomultipli si ottengono moltiplicando o dividendo la misura campione per una potenza di dieci.

Nel 1960 venne cambiata l’unità di misura per le lunghezze; il nuovo metro campione detto “metro ottico” è 1.650.763,73 volte più lungo della lunghezza d’onda della luce rossa emessa dal gas cripto. Per controllo in ogni capoluogo di provincia italiana vi è un ufficio che annualmente verifica la bontà degli strumenti di misura usati in commercio o per lavoro. Esistono tuttavia grandezze che non sono misurabili direttamente e variano con il progredire delle scoperte scientifiche e tecnologiche; lo testimoniano gli aggiornamenti di cui veniamo a conoscenza tramite i notiziari e le riviste specializzate.

Il sistema metrico decimale si è diffuso rapidamente per la facilità del suo uso ed è stato accolto dalla maggioranza degli Stati. E’ utile ricordare le difficoltà affrontate dal Regno Unito, per arrivare al sistema decimale, spinto dalla necessità di entrare nel Mercato Europeo Comune. Nel 1956 propose che il MEC fosse esteso in un’ampia area di libero scambio europeo, ma nel novembre 1958 la Francia mise il veto sulla creazione della nuova area. Di conseguenza insieme alla Svezia si fece promotore dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA), realizzata nel 1960 insieme ad altri paesi non membri della Comunità economica europea (CEE). Nel 1973, con l’ingresso di Regno Unito, Irlanda e Danimarca nella CEE, EFTA e CEEA (Comunità economica dell’energia atomica) negoziarono una serie di accordi per assicurare uniformità nelle politiche economiche delle due organizzazioni. Oggi, viceversa, parliamo di Brexit, della difficile uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea con le note vicende politiche legate al primo Ministro Boris Johnson e dell’ulteriore proroga, entro il 31 gennaio 2020, per il raggiungimento di un accordo finale.


 
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