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I giovani e la formazione politica


di Rina Di Gorgio Cavaliere

I notiziari hanno dato ampio spazio all’iniziativa di alcuni parlamentari, riguardante una riforma costituzionale per estendere il diritto politico di voto ai sedicenni, che sono circa 1,1 milioni rispetto ai 49 milioni di cittadini aventi diritto di voto in Italia. L’impegno mostrato dai giovani, nella difesa del pianeta con le manifestazioni di piazza, ha costituito un’occasione educativa fondamentale nell’ambito della dimensione socio-politica dello studio dell’ambiente.

L’educazione politica è uno degli aspetti dell’educazione morale della scuola, che non può disinteressarsi della dimensione intrinsecamente politica della sua attività e dei diritti degli studenti a sviluppare tale estensione della loro personalità. Per questo ha il compito di favorire in essi, sulla base di una maturata coscienza storica, la graduale scoperta dei problemi politici, la partecipazione come coscienza del contributo personale da portare alla costruzione della comunità; oltre a ciò il rifiuto dell’impiego della violenza e delle sue deteriori motivazioni mediante la rimozione dell’immaturità psicologica, nell’accettazione del confronto critico e del pluralismo, da cui deve muovere l’elaborazione del consenso.

L’art. 21 della Costituzione garantisce e tutela la libertà di opinione, affermando che: “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Recentemente, per l’enorme sviluppo dei media, si è sentita l’esigenza di tutelare anche il diritto del cittadino a ricevere un’informazione corretta e veritiera. Dato il netto peso che l’informazione di tipo politico oggi assume, vi è la necessità di educare i giovani a una lettura tecnico-interpretativa dei media offerti dalla società (educazione all’immagine). Di conseguenza alla comprensione corretta del linguaggio politico, attraverso un concreto esercizio di organizzazione democratica della scuola. Vi sono barriere che si sovrappongono tra il mondo della vita politica e ampi strati della popolazione nazionale, pregiudicandone un’attiva e consapevole partecipazione. Là dove non si capisce, si fraintende o c’è vuoto di conoscenza, più facilmente s’accavallano le onde della “bugia semiologica”.

L’educazione politica costituisce, pertanto, la sintesi di una permanente circolarità culturale e formativa che investe l’educazione morale, civile e civica. E’ opportuno sottolineare che l’insegnamento dell’educazione civica dovrebbe essere recuperata nei suoi valori istitutivi, come momento basilare della stessa educazione politica. Non ultimo l’impegno a ricercare la collaborazione concreta con i genitori, riaffermando il loro diritto primario all’educazione dei figli e riconoscendo la validità dell’esperienza da essi maturata nella realtà politica e sociale del Paese.

 


 
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