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Fine di un mito con l’epoca moderna


di Rina Di Giorgio Cavaliere

L’equinozio di autunno (23 settembre 2018, ore 3.54 del mattino), fornisce una valida occasione per introdurre l’argomento dei moti della Terra nel sistema solare. Percorrere un essenziale excursus storico che illustrerà la crisi del sistema tolemaico ad opera dei calcoli e delle osservazioni di Tycho Brahe; introdurre il modello di Copernico (rivoluzionò la teoria aristotelica-tolemaica sulla struttura dell’Universo) ed esporre le due prime leggi di Keplero. Dobbiamo fare riferimento, inoltre, alle osservazioni di Galileo Galilei che, scoprendo i moti di rivoluzione dei satelliti di Giove e la rotazione delle macchie solari, ha verificato la rivoluzione copernicana. Da ricordare ancora Newton che, tramite la Legge di Gravitazione Universale, ha fornito le basi teoriche per spiegare le leggi di Keplero.

In pieno Rinascimento, quando la scienza moderna ha trovato applicazione nell’astronomia, Galileo Galilei si è scontrato con importanti assunti della teologia biblica e dogmatica cristiana, affermando che non fosse il Sole a orbitare intorno alla Terra. Il ritrovamento di una sua lettera datata 21 dicembre 1613, inviata all’amico Benedetto Castelli matematico dell’università di Pisa, conferma quanto la storia ci ha tramandato. La notizia è stata pubblicata in un articolo della Royal Society Journal Notes and records, firmato da Salvatore Ricciardo con il supervisore Franco Giudice e lo storico della scienza Michele Camerota dell’Università di Cagliari.

Il mondo cristiano ha imposto pure una cartografia particolare, legata a una peculiare immagine teologica del cosmo, ma ha dovuto fronteggiare gli studiosi che volevano recuperare alla coscienza culturale del loro tempo una nuova concezione della vita e del sapere. Nel tardo Medioevo le esplorazioni produrranno un afflusso di notizie dall’esterno della cristianità, pensiamo al viaggio di Marco Polo e all’invasione dei Mongoli nel XIII secolo. Il francescano Ruggero Bacone, alla fine dello stesso secolo, tenterà di riaprire alla conoscenza sferica del mondo, ma l’autorità della Chiesa lo imprigionerà per quattordici anni. Nel 1316 il filosofo Pietro d’Abano è accusato e condannato a morte, così Cecco d’Ascoli nel 1327. Numerosi e complessi sono i problemi posti alla tradizione classica, filosofica e biblica teologica dalla scoperta dell’America (1492). Perfino Mercatore (1512-1594), il padre della cartografia moderna, subisce la censura ecclesiastica ed è costretto a migrare in Germania.

In qualche modo le comuni vicende mostrano che l’epoca moderna è contrassegnata dalla conoscenza empirica del mondo, dall’entusiasmo della ricerca incessante verso traguardi più avanzati. Una mentalità rivolta alla problematizzazione della realtà, alla quale la scienza può offrire soluzioni relative alle conoscenze disponibili in un determinato contesto storico.


 
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