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Il grande valore della musica


di Rina Di Giorgio Cavaliere

L’esperienza sonora inizia già prima della nascita e continua per tutta la vita, ci accompagna nella scoperta dell’ambiente che ci circonda, nella relazione con gli altri e nell’avventura dell’emozione artistica. Il pedagogista belga Edgar Willems parte in primo luogo dall’elemento umano: cercare la musica all’interno dell’uomo, prima che intorno all’uomo, è uno dei principi su cui si basa ogni forma di educazione musicale.

Nell’odierno panorama politico, la musica circondata dal suo spazio, dai luoghi dove risuona, dalle funzioni per cui è stata composta, può essere un modo per la creazione della cultura del sociale. Quel valore aggiunto nella soluzione dei problemi di attualità, essendo il linguaggio musicale meravigliosamente complesso e profondo, dotato di mezzi espressivi non riscontrabili in nessun’altra arte. A conferma di ciò la recente notizia del concerto di artisti pop sudcoreani, organizzato per migliorare i rapporti tra le due Coree, in un teatro a Pyongyang, capitale della Corea del Nord. Come la musica cinese, quella coreana tradizionale si distingue in colta e popolare. Oggi assistiamo a un recupero della tradizione e alla sua integrazione con la musica moderna.

            Abbiamo percorso un lungo cammino; dal rozzo richiamo di caccia dell’epoca preistorica, siamo giunti alle artificiosità tecniche e meccaniche, che a volte annullano la presenza dell’elemento sensibile tipicamente umano. La musica descrittiva, ad esempio, trae origine dai madrigalismi, che a loro volta si possono far risalire alla teoria degli uomini primitivi di imitare le voci della natura in una sorta di musica omeopatica. Serviva a creare un potere immaginario sopra un oggetto, con il riprodurre quello stesso oggetto (pensiamo alla Primavera di Vivaldi).

Possiamo anche ritenere la musica un’arte astratta, libera da legami che l’associno ad altri linguaggi, ma è evidente l’interazione fra il linguaggio musicale visuale e verbale (videomusic), come la presenza e l’importanza di elementi scenografici nella fruizione musicale, dal varietà al concerto rock o classico, in prospettive future sempre più ampie.


 
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