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Il Natale


di Rina Di Giorgio Cavaliere

 

Si fa un gran parlare di crisi dei valori, non si sa a quali parametri conformare la propria vita; ogni cosa è divenuta parte di un processo produttivo sempre più frenetico e meno controllabile. Pochi gruppi di cosiddetti creativi producono l’immaginario cinematografico, televisivo, musicale, mediatico che si diffonde in modo globalizzato a colonizzare culture un tempo autonome. Chi ha potuto usufruire dell’inserimento ormai stabile della tecnologia, da quella tradizionale a quella di ultima generazione, nell’intimità dell’uomo moderno è la pubblicità. Le pubblicità natalizie, in particolare, stanno diventando una voce di export culturale; secondo You Tube a livello globale il più popolare spot di Natale di quest’anno è quello dei grandi magazzini britannici John Lewis.
La nostra generazione vive questo tempo e sarebbe illusorio pensare di isolarsene. Mancano i riferimenti generali, cui attingere di fronte alla complessità dei fenomeni e tale crisi si traduce spesso in una ricerca di assoluto, di spiritualità, di espediente che trascendano l’attimo. Un bel libro di Jacques Guy Bougerol (“Solo i poveri possono capire”, Edizioni Studium, Roma, 1976) contiene un’analisi attenta di tutto il pensiero di S. Bonaventura con l’intento di cogliere e mostrare agli occhi disincantati dell’uomo le ragioni più profonde della gran fede che lo anima. Può un grande pensatore del Medioevo rappresentare ancora un esempio e una testimonianza significativa per l’uomo d’oggi, che pur possiede una diversa struttura mentale, ma condivide la ricerca di un senso dell’esistenza?
In questi giorni torniamo a guardare alla tradizione, alle abitudini che hanno avuto inizio nel passato e che continuano nel presente, a esplorare antiche ricette e ricercare fonti per i presepi da scoprire; a competere per l’albero di Natale più alto e più ricco. Non possiamo sottovalutare gli elementi di costume che queste festività natalizie comportano, ma dobbiamo scoprirvi anche i valori umano-cristiani che sottintendono e testimoniano.
C’è anzitutto una situazione di attesa, che si collega all’attesa del Messia. La storia della salvezza è attuale; gli uomini di oggi, come quelli di ieri, attendono il Salvatore. Il Natale, la realtà dell’Incarnazione del Figlio di Dio che assume nella sua completezza e integralità l’umiltà, possono adeguatamente far comprendere il significato e la realtà dell’uomo “Con l’Incarnazione, il Figlio di Dio si è unito in un certo modo a ogni uomo. Ha lavorato con mani di uomo, ha pensato con mente di uomo, ha agito con volontà di uomo, ha amato con cuore di uomo. Nascendo da Maria Vergine, Egli si è fatto veramente uno di noi, fuorché nel peccato . . .” (G. S., n. 22).


 
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