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CLASSIFICAGIORNATE - RISULTATI

 

A MENTE FREDDA :Le pagelle di Catanzaro-Foggia
14 vittorie nelle ultime 16 partite; 5 gare e 9 punti ancora dal suggello matematico


di Giancarlo Pugliese

Foggia, 7 aprile 2017.

Aggiorniamo un po' i numeri: 8^partita vinta consecutiva; 14 vittorie nelle ultime 16 partite; 5 gare e 9 punti ancora dal suggello matematico di questo campionato. Numeri da cavalcata trionfale.
Si è detto in precedenza di un Foggia ormai forte, cinico, consapevole dei propri mezzi, capace di vincere in più modi. Ieri, ad esempio, ha vinto coi cambi. Ma andiamo al dunque.
Gara che si è confermata essere ciò che sembrava: da non sottovalutare. Avversario ostico, fisico, molto bravo a chiudersi (si era visto già all’andata), pericoloso sui calci piazzati e determinato a puntare tutto sul “far massa” dietro, cercando rapide sortite in avanti con immediate verticali senza tanti complimenti.
Di contro, un Foggia atteso, per la 2^volta in questo torneo dopo la doppia Francavilla-Messina dell’andata, da due trasferte consecutive in appena 4 giorni (una vera sfortuna), una delle quali anche in questo caso comportante un’autentica sfacchinata in termini di ore di viaggio. Per questa ragione è stato saggio il turn-over di Stroppa. Maza e Sarno per Di Piazza e Chiricò, il trio Agnelli-Vacca-Gerbo a centrocampo per Deli e al netto dello sfortunato infortunio dell’ottimo Agazzi: ieri si è tornato un po' all’antico. Undici senz’altro di grande valore tecnico in campo, ma caratteristiche diverse: più palleggio e il vecchio tiki-taka, meno inserimenti e velocità. L’effetto è un primo tempo trascorso a cercare la giocata giusta per aprire la breccia nel granitico fortino calabrese. Poca fortuna, e la sensazione che manchi la “scarica elettrica” giusta per sfondare. Arriverà nel secondo tempo, dopo le sostituzioni che rimettono in corsa il Foggia 3.0: Stroppa sceglie bene il momento, col Catanzaro provato da una lunga e coriacea resistenza, ed ecco che si sbloccano tutti i movimenti e gli “incastri” giusti. La morale racconta dei 2 esterni neoentrati protagonisti del gol che spacca la partita. E, stavolta, Di Piazza dovrà ringraziare Chiricò per il cioccolatino sul secondo palo che gli consente di firmare e andare a festeggiare sotto la curva dei suoi tifosi un gol importantissimo. Di quelli che valgono un campionato.

LE PAGELLE DEL FOGGIA:

GUARNA: lascia la porta e sbaglia il rinvio, regalando a Mancosu l’opportunità di mirare alla porta vuota. Ma poi è attento sulla mezza girata di Giovinco nella ripresa e, come di consueto, domina tutti i palloni alti nella sua area. Niente colpe sul gol di Maita, troppo a fil di palo. 6

LOIACONO: dalle sue parti non si passa, se serve anche con le cattive. Rimedia un giallo, contro il solito Cunzi (uno dei protagonisti di quel famigerato Foggia-Gela di qualche anno fa). E quando può, scende a supportare Sarno in sovrapposizione. Solidità e generosità, il suo marchio di garanzia. 6,5

FIGLIOMENI: un baobab nella retroguardia rossonera. Non lo scavalchi facilmente e nell’uno contro uno mostra un’impressionante solidità. Col maligno Sarao, che lo provoca in tutti i modi, ingaggia un duello rusticano, uscendone vincitore. Dopo il giallo resta lucido e fa un lavoro “pulito”. Sul gol è più che altro bravo e rapido Maita a eluderne l’opposizione; Stroppa lo ha definito il “giusto sostituto di Martinelli”. Ha ragione, con tanti saluti ad Empereur. 6,5

COLETTI: dietro non sbaglia nulla. Avanti cerca di impostare come sa, ma col turn-over mancano i movimenti giusti in avanti per raccoglierne le idee. E’ comunque un gigante in questa squadra. 7

RUBIN: spinge tanto, complice anche la tendenza tiki-taka di Maza sulla sua fascia, cui tenta di ovviare. Ben 6 cross in area ma la difesa calabrese è sempre sul pezzo. Contro di lui il talentuoso Icardi ha vita assai difficile. 6,5

AGNELLI: manca Deli, e le incursioni fra le intasate file avversarie le tenta lui, purtroppo con scarsa fortuna. Solita generosità e gran lavoro nell’accorciare la squadra. Esce stanchissimo. 6

(63’ DELI: comincia da lui il cambio-pelle deciso da Stroppa nel secondo tempo. Fatica a trovare lo spazio giusto in campo nelle compatte linee giallorosse. Ma è un contropiedista nato: appena il Foggia trova spazi, sale in cattedra. Si veda il bellissimo assist per Chiricò, che prenderà un clamoroso palo. 6,5)

VACCA: i calabresi sono bravi a chiudere e lanciare la ripartenza. Urge allora non sbagliare la giocata e dosare bene tempi e palleggio. In questo è una garanzia. 6

GERBO: solito motorino. Comprende bene, forse più degli altri, le difficoltà della gara: ha personalità e forma fisica per prendere l’iniziativa in buona parte delle manovre rossonere. Nella ripresa Stroppa lo scambia di posizione con Agnelli ed è una grande idea: dal suo “quadrante” nascono tutti i pericoli per i calabresi. Non a caso prima serve Chiricò nell’azione del vantaggio e poi piazza anche l’assist (splendido, per scelta di tempo e precisione millimetrica) per il rassicurante raddoppio di Mazzeo. E’ una sicurezza in questo Foggia. 7

SARNO: non è il Sarno che conosciamo. Si sbatte molto, e cerca costantemente spazi e tempi per la giocata giusta. In qualche caso le intuizioni sono buone ma gli spiragli lasciati dai calabresi sono angusti. In questo momento il Foggia ha raggiunto equilibri ideali: fa più male giocando in un altro modo e la rapidità di Chiricò si avverte quando manca. 6

(75’ CHIRICO’: entra, e cambia tutto. La sua rapidità è determinante: gli bastano 3 minuti ed ecco la giocata-meraviglia che spacca il match. Meriterebbe il gol ma il palo interno è roba di millimetri. Con Stroppa, questo ragazzo è cresciuto tantissimo. 7,5)

MAZZEO: spesso sembra un professore: in campo sale in cattedra e impartisce lezioni di movimento e di aperture. I calabresi però lo francobollano (in particolare Prestia) e finché i ritmi sono bassi non gli consentono di graffiare. Ma dopo le sostituzioni cambia tutto. Nel quadrante Mazzeo-Deli-Di Piazza si esalta, e fa esaltare i compagni. E poi segna sempre: splendido il movimento e la freddezza dell’esecuzione (di destro,non il suo piede) sul gol del raddoppio. 7

MAZA: ha l’imprinting del tiki-taka e purtroppo il lungo periodo di panchina lo ha disabituato alle varianti di Stroppa. Rallenta, indugiando in giocate personali, quando potrebbe accelerare la manovra e così non trova mai lo spunto giusto. Peccato, perché a Gennaio era un giocatore decisivo. 5,5

(DI PIAZZA: poche storie: sbaglierà anche tanto – appena entrato si presenta sparacchiando alto un bel pallone offerto da Mazzeo, cui probabilmente andava subito restituito – ma la sua velocità è sempre determinante. E’ un apriscatole: arriva talmente di furia sul pallone di Chiricò che lo spinge in rete quasi per inerzia. Rete importantissima e, immaginiamo, pace fatta col compagno dopo lo “scazzo” di domenica scorsa. 7)

All.STROPPA: due trasferte in 4 giorni rendono obbligato (e saggio) il turn-over. Ma la partita se l’era già vista nella sua testa: cambi già predeterminati e fatti al momento giusto, che scardinano il compatto impianto avversario facendo leva sulla maggiore freschezza e fisicità dei neoentrati. In un modo o nell’altro, ha sempre, sempre ragione. 8


LE PAGELLE DEL CATANZARO

DE LUCIA: per la verità non è mai chiamato in causa. Tranne sul tiro di Chiricò, che devia sul palo con la punta delle dita. 6,5

ESPOSITO: il suo compito lo svolge diligentemente, patendo più Rubin che Maza. Ma arriva in ritardo nel momento decisivo, soccombendo alla furia di Di Piazza. 5,5

PRESTIA: prova gagliarda. Cerca di contenere Mazzeo andando anche d’anticipo e il gioco in parte gli riesce. Fra gli ultimi ad alzare bandiera bianca. 6,5

SIRRI: il suo lo fa, almeno finché non entra Chiricò a rovinargli tutto. 6

PATTI: è il solito coriaceo difensore che conosciamo. Fisicità e giusta “cattiveria”. Limita molto il raggio di Sarno, concedendogli poco e nulla. Poi viene preso nel gorgo Gerbo-Mazzeo-Chiricò, e a quel punto c’è poco da fare. 6

MANCOSU: parte bene e fa capire che in ripartenza può essere un problema. Poi il Foggia prende le giuste misure e comincia a tagliare fuori con le marcature preventive. Qualche altra buona palla la lavora ma poi deve uscire. 6

(62’ CUNZI: Erra lo inserisce perché vuol provare a mettere in difficoltà il già ammonito Figliomeni. Il giochetto però non funziona granchè e peraltro il piccoletto si fa anche male poco dopo. S.V.)

(78’ BASRAK: lo si nota più che altro nel rissoso finale. S.V.)

MAITA: giovane regista (‘93), con piedi aggraziati e passo lungo. Emerge a poco a poco e con sempre maggiore personalità. Segna un bellissimo gol, per preparazione e conclusione. Senz’altro il migliore dei suoi. Da seguire. 6,5

VAN RANSBEECK: ‘94 fiammingo, pescato in Cipro, è un centrocampista molto mobile. Per la verità più movimento che tecnica, ma col suo svariare fa un buon lavoro e dà respiro alla manovra dei suoi. 6

(76’ CARCIONE: giocatore molto esperto, un veterano della categoria, entra nel finale col tacito proposito di blindare ulteriormente la gara. Peccato per lui che proprio in quel momento i rossoneri cambiano passo e lui si ritrova in mezzo. 5)

ICARDI: l’ex Lupa Castelli è una giovane promessa (‘96), dai buoni contenuti tecnici. Contro però oggi ha il signor Rubin: e alla fine dovrà essere lui a contenere l’avversario, che non gli lascia neppure le briciole. 5,5

SARAO: lungagnone catanzarese anche di nascita, passa gran parte della partita a fare a sportellate con Figliomeni (che senz’altro non è da meno quanto a chili e malizia), forse trascurando buona parte del resto. 5,5

GIOVINCO: il “fratello d’arte” sta facendo un discreto campionato, e anche contro il Foggia fa una buona figura. E’ fra i più tecnici dei suoi e prova a farsi valere con buoni spunti, dettando bene l’assist come nell’occasione del 55’. Sufficienza piena. 6

All.ERRA: i giornalisti di casa gli chiederanno conto delle sostituzioni. In realtà fa tutto quello che la difficoltà della partita impone, giocandosela sull’agonismo e la compattezza e confidando in qualche veloce ripartenza o in qualche palla avvelenata su calcio da fermo. Quasi gli riesce, ma i suoi sono stanchi quando entrano le forze fresche nel Foggia e a quel punto la superiorità tecnica dei rossoneri ha la meglio. Può senz’altro ancora giocarsi la salvezza diretta, ma solo se trova una buona quadra in avanti contro avversari più alla portata. 6



 

 




 
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