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CLASSIFICAGIORNATE - RISULTATI

 

Brindisi con D'Ambrosio: 1-1
Rossoneri, inguardabili per oltre un'ora, agguantano il pari con D'Ambrosio. Annullato gol a Palazzo


di Lino Mongiello

Brindisi, 24 marzo 2013.

Una prodezza balistica di D’Ambrosio a 5’ dal termine consente al Foggia di pareggiare il derby di Brindisi e di allungare la serie positiva a otto gare. Ma ancora una volta c’è da mangiarsi le mani per un’altra occasione perduta. Infatti i rossoneri avrebbero potuto tranquillamente portare a casa i tre punti. Sfruttando il momento-no  del Brindisi e soprattutto i problemi “esistenziali”, a livello societario, che hanno influito notevolmente in settimana sul morale della squadra salentina. Ma il Foggia, inaspettatamente, è stato a “guardare” per un’ora abbondante. E solo dopo il “regalo” che ha propiziato il vantaggio brindisino ha cominciato a far notare la sua presenza al “Fanuzzi”. E questo è davvero inspiegabile. O quanto meno qualcuno dovrebbe riferire, sia in merito all’atteggiamento tattico-mentale, sia sulle scelte degli uomini. E’ innegabile che il “cambio” di ritmo e di mentalità siano coincisi con l’ingresso di Palazzo ed Agostinone, due elementi dai piedi “buoni” troppo spesso ingiustamente “criticati” dal pubblico foggiano. La cui presenza iniziale in panchina (sbagliata) è stata probabilmente decisa per rendere giustizia al “popolo”.  Auguriamoci che sia solo un nostro “cattivo” pensiero. Anche perché pure D’Ambrosio (fra i peggiori in campo) è stato determinante nel siglare il gol del pari ed ha colpito una traversa e il “bistrattato” Palazzo, dopo una “giocata” delle sue, aveva realizzato un eurogol.  Questo dimostra quanto, a volte, basta un “niente” per far cambiare radicalmente le opinioni e i commenti su un calciatore o sulla sua prestazione.  Nella trasferta di Brindisi Mister Padalino deve rinunciare allo squalificato capitan Agnelli e, inizialmente anche ad Agostinone non al meglio delle condizioni, a Loiacono per l’indisponibilità dell’ultima ora e a Palazzo per scelta tecnica. A rimpiazzarli ci sono rispettivamente, D’Ambrosio, Gentile, Esposito e Leonetti. Brindisi e Foggia si ritrovano nel sentito derby al “Franco Fanuzzi” dopo oltre dieci anni. Le due squadre, con evidenti problemi societari, lottano però per due obiettivi differenti. Il Brindisi, in  particolare, alle prese con alcune vertenze economiche intraprese dai suoi calciatori, vuole evitare di farsi risucchiare nella zona playout.  La gara col Foggia rappresenta, pertanto, un importante “crocevia” lungo il cammino della permanenza in serie D. Per cui la posta in palio è “alta” e la formazione di Mister Ciullo, con maggiori motivazioni, inizia la gara imponendo ritmi più elevati che creano notevoli difficoltà a Quinto e compagni. Anche perché i rossoneri, orfani della “genialità” di Agnelli, stentano a trovare le giuste cadenze e soffrono parecchio le iniziative dei padroni di casa. Basti pensare che l’unica “presenza” nell’area brindisina nell’intera prima frazione è rappresentata dalla “rasoiata” dal limite dell’area di D’Angelo (1’) che sfiora il palo. Dopodiché il pallino del gioco passa saldamente nelle mani dei biancazzurri. Con gli ospiti inaspettatamente rintanati (per scelta ?) in difesa. Pur senza strafare, gli uomini di Ciullo costruiscono ben quattro nitide palle-gol che, per fortuna del Foggia, non vengono sfruttate. Laboragine (2’) su calcio di punizione e Albano (15’) con una bella girata a rete sfiorano la marcatura.  Poi è Tedesco, per due volte,  ad andare vicino alla marcatura  (17’ e 23’).  Ma la prima opportunità, a pochi metri dalla porta difesa da Micale, la sciupa spedendo la sfera in curva. Sulla seconda è invece sfortunato perché la gran botta dai venti metri s’infrange sulla traversa. Ma, aldilà del numero delle palle-gol, va sottolineata la completa “assenza” dei rossoneri, eccessivamente intimoriti e rinunciatari. Nella ripresa il Brindisi riprende a manovrare con azioni ficcanti e, dopo un primo tentativo di Laboragine (2’), lo stesso centrocampista biancazzurro (13’) approfitta di un’azione confusa e di un paio di svarioni della difesa rossonera per beffare Micale. Lo svantaggio subìto ha però il merito di “svegliare” Mister Padalino e i suoi ragazzi. Infatti il tecnico foggiano manda in campo Palazzo ed Agostinone (18’) al posto di Leonetti e Gentile. E la gara cambia volto. Il Foggia diventa improvvisamente propositivo e si porta prepotentemente nella metà campo avversaria rendendosi pericoloso soprattutto con i tiri dalla lunga distanza. Sul gran tiro di Agostinone (22’) è Agostini a compiere la prodezza. Poi è la traversa a negare il gol a D’Ambrosio (26’). Il Foggia agguanta pure il pari con Loris Palazzo (36’) ma la bella azione e il micidiale diagonale sono vanificati dalla bandiera alzata del guardalinee che segnala un improbabile fuorigioco. I rossoneri protestano in modo veemente ma il direttore di gara non torna sui suoi passi ed annulla la prodezza del fantasista. Il Foggia è arrabbiato per il torto subìto e vuole il pareggio a tutti i costi. Che si concretizza quattro minuti più tardi con la velenosa “bordata” di D’Ambrosio (40’) che non lascia scampo ad Agostini. Negli ultimi dieci minuti le due contendenti cercano di trovare lo spunto buono per conquistare i tre punti ma le forze sono in fase di esaurimento e, alla fine, l’1-1 accontenta tutti.


SSD CITTA’ DI BRINDISI - ACD FOGGIA  1 – 1

Marcatori: 18‘ s.t. Laboragine, 40’ D’Ambrosio.

Brindisi: Agostini 6, Mboup 6, Staiano 6, Sireno 6, Frasciello 6, Cacace 5, Mariano 5.5 (30’ s.t. Manco s.v.), Laboragine 6.5, Albano 6 (16’ s.t. Lucà 5), Pellecchia 6 (39’ s.t. Bartoccini s.v.), Tedesco 6. A disposizione: Novembre, Gloria, Fusco, Greco. All. Ciullo 6.

Acd Foggia: Micale 6, Tommaselli 5, Picascia 6, D’Ambrosio 5, Esposito 5.5, D’Angelo 5.5, Coccia 5 (30’ s.t. Basta s.v.), Quinto 6,  Giglio 6, Gentile 5 (18’ s.t. Agostinone 6.5), Leonetti 5.5 (18’ s.t. Palazzo 6). A disposizione: Mormile, Villani, Ferrante, Cassandro. All. Padalino 6.

Arbitro:  Fabio Fracassi di Campobasso 5.
1°Ass.:    Francesco Lanetti di Bari 6.
2°Ass.:   Francesco Paolo Santarsia di Matera 4.

Note: Giornata primaverile. Terreno in buone condizioni. Spettatori 1.200 circa (trasferta vietata ai tifosi ospiti per disposizione del Cams). Osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Pietro Mennea. Ammoniti: Cacace (B)  Agostinone  (F). Angoli:  6 – 5 per il Brindisi. Recuperi: 1’ e 5’.

 

 




 
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