di Redazione
Bari, 6 settembre 2010. “Università malate terminali. Ho letto con ansia crescente l’intervento dell’amico Gianfranco Viesti, che si dice più che preoccupato sul futuro delle nostre istituzioni accademiche. È un’inquietudine che sento di condividere – dichiara in una nota il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna - e che come presidente dell’Assemblea elettiva che rappresenta tutti i pugliesi mi sollecita a dare un segnale di attenzione”. “Nell’illustrare le ragioni sulle quali si fondano le apprensioni, ampiamente sostenute da dati difficilmente oppugnabili, il prof. Viesti conclude con un giudizio sconfortato e sconfortante: ‘l’anno accademico 2010-2010 potrebbe segnare la fine dell’università pubblica’”. “Il problema non è rinviabile, va affrontato ora e sùbito - sottolinea Introna – se non vogliamo che l’analisi dell’economista possa trovare conferma in una realtà che nessuno vuole”. È dalle decisioni già assunte in sede governativa centrale che Viesti fa discendere la situazione delineata. “Non posso pensare né credere – aggiunge il presidente del Consiglio regionale pugliese - che esista una deliberata volontà del governo centrale di lavorare alla distruzione del sistema universitario del Mezzogiorno d’Italia. Sarebbe una sciatteria politica, un autentico omicidio delle potenzialità intellettuali, scientifiche e culturali del Paese e del Sud, in particolare. Sulle macerie della cultura non si costruisce nessun avvenire”. “Non è il momento di giocare ai buoni e cattivi – dichiara il presidente Introna – è l’ora di agire insieme per mettere argine ad un degrado che mi auguro si possa fermare in tempo”. “L’università pubblica è di tutti e va sostenuta con il contributo di tutti. Sollecito la collaborazione di quanti hanno a cuore il futuro delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, una cooperazione corale, di sistema, di cui la politica deve farsi carico per prima”. “Sono sicuro – conclude Introna – che l’intero Consiglio regionale, senza distinzioni di appartenenza, condividerà l’esigenza di dedicare la massima e sollecita attenzione ad un problema che non ci può vedere indifferenti, ma pronti a sostenere tutte le iniziative idonee a rilanciare e rivalutare l’insostenibile ruolo delle università Italiane”.

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